14
dic
2015
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Ritorniamo al piacere di scrivere con Faber Castell

Ritorniamo al piacere di scrivere con Faber Castell.

Nostalgia del passato, quando bastava un foglio di carta e una matita per sognare.

Quanti scarabocchi, quanti schizzi facevo durante le ore delle materie più noioise al liceo, che non passavano mai… Sul blocco per gli appunti, sui libri, sul banco, sul diario. Già, quei diari pieni di frasi, pensieri, testi di canzoni che parlavano di amori non corrisposti e che parlavano di noi, adolescenti di fine anni 80, con lo zainetto sulle spalle, gli anfibi neri ai piedi, quei jeans Levi’s 505 un po’ consumati e tanti sogni nel cuore e nella testa.

Niente telefonini, niente internet. Bigliettini che ci scambiavamo silenziosamente sotto il banco, lettere alle amiche di penna. Dediche di canzoni alla radio. Sguardi sfuggenti.

Tanti disegni, per esprimere quello che avevamo dentro. Avevamo tanti sentimenti da esprimere, davvero tanti.

Astucci pieni di penne, perchè ogni penna con le sue caratteristiche era prefetta per un certo tipo di disegno o di grafia.

A scuola alcuni miei compagni di classe erano davvero bravi: Marco per esempio era specializzato nei disegni manga, me lo ricordo benissimo, aveva realizzato una mia caricatura straordinariamente somigliante, che sono sicura di aver conservato da qualche parte.

Marina realizzava bellisisime scritte hip hop stile murales, era una vera writer. Federica invece aveva una bellissima calligrafia e scriveva sui diari di tutti noi citazioni filosofiche, poesie e pensieri d’amore.

E io? Be, io amavo disegnare a matita e a china e ho riempito diari di testi di canzoni di U2, Skunk Anansie, Metallica e altri cantanti che mi davano ispirazione e che prevalentemente raccontavano di amori, ribellione e sofferenza. Poi l’ispirazione da lì continuava e componevo i miei arrangiamenti per pianoforte.

Non ho buttato via nulla di quegli anni, dei quali voglio ricordare tutto, dalle cose belle a quelle meno belle.

Torniamo a scrivere, a consumare fogli e penne, per non dimenticare i nostri pensieri, per far si che non se ne vadano nell’etere. Scriviamo quel pensiero d’amore per quella persona che ci sta tanto a cuore, prendiamo coraggio e buttiamoci. Ritorniamo al piacere della lingua italiana, delle parole scritte in bella calligrafia, una cosa meravigliosa della nostra cultura che non può e non deve andare perduta e sostituita da lettere anonime, tutte uguali, spaventosamente omologate, generate da tastiere e touch screen.

Io voglio vedere le parole sulla carta, scritte a mano, le poesie, l’amore, le emozioni. E le mani sporche di inchiostro, quello nero, lucido e scuro come la notte.

Writing set: Faber Castell

 

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